Il santo Arcangelo Tadini, parroco di Botticino Sera

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 Per don Arcangelo Tadini la Parrocchia non è una realtà da custodire come stagnante patrimonio, ma una comunità da creare e ricreare nella fede, costruire e ricostruire nelle sue strutture aderendo alle reali necessità del territorio e le esigenze della sua gente.

 Il bene della popolazione di cui era “Pastore” lo portò ad esplicitare problemi, a smuovere tradizioni, ad incrinare privilegi. Una caratteristica di “rivoluzionario” che contrasta con la sua figura esile, sobria.

 Senza timore di essere considerato un prete non troppo accomodante, don Arcangelo Tadini svolse il suo ministero pastorale a Botticino Sera.

 ”Non abbiatene a male se io concepisco di voi le più liete speranze…Ho di voi la più alta stima… Vi saranno peccati da togliere, scandali da impedire, passioni da vincere…Io mi aspetto da voi miracoli e, grandi miracoli…; mi aspetto un miracolo di fede..., di amore in mezzo a tanta freddezza di cuori…” parole di speranza ma anche di sollecitudine alla responsabilità di fronte alle manchevolezze. La chiamata all’impegno è sempre scomodante. La sua era una pedagogia che aiutava con dolcezza, ma con altrettanta fermezza ”Dio vuole che operiate con convinzione e non per forza”.

 Utilizzò la Parola di Dio come primo mezzo per entrare nelle anime e condurle alla fede. Cosi sapeva spezzare il Pane della Parola anche alle menti semplici. Si considerava un ambasciatore di Dio e della sua salvezza e ciò lo rendeva deciso nel presentare,senza riduzioni,il messaggio evangelico.

 Nel parroco Tadini affondano le radici di tutte le iniziative pastorali e sociali, perfino la fondazione della Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth, nata per andare incontro ai bisogni materiali, morali e spirituali di chi a Botticino in quel momento incontrava difficoltà legate al mondo del lavoro : i giovani e la famiglia. 

 Posso ritenermi fortunato di poter svolgere il mio ministero in Botticino sui passi segnati da un santo che mi ha preceduto, beneficiare della sua protezione, dell’esempio della sua vita poco tranquilla, della sua spiritualità concreta, di tanta ricchezza di idee e di novità che ha saputo attuare con sforzi immani di salute e di economia.  

 A nome della Comunità parrocchiale il grazie alle Suore Operaie che hanno mantenuto vivo il ricordo di don Arcangelo, ma il ringraziamento va anche al “Gruppo Famiglie Tadini” perché grazie alla preghiera di intercessione accolta, ora la Chiesa lo può venerare tra i Santi anche come Apostolo della Famiglia.


  don Raffaele Licini

        parroco

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