Il saluto della Madre Superiora

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 Carissimi fedeli della Comunità cristiana di Botticino Sera
 L’approssimarsi della canonizzazione di don Arcangelo Tadini, parroco di questa vostra Comunità per oltre 25 anni, mi ha messo nel cuore il desiderio di rivolgermi a voi, a nome anche della Famiglia che rappresento, la Congregazione delle Suore Operaie, anzitutto per condividere la gioia e l’esultanza di questo importante evento che darà un nuovo Santo alla Chiesa universale, una gloria in più alla Chiesa bresciana e in particolare a quella di Botticino.
Sento importante fermarmi a ripensare ancora una volta, e con voi, alla figura di questo santo sacerdote che ha saputo intrecciare tanto sapientemente fede e rischio, amore per Dio e per gli uomini, austerità e tenerezza, solitudine e partecipazione fattiva alla vita della sua gente. 
 Il desiderio di parlare di lui non è tanto per raccontare la sua vita, probabilmente a grandi linee tutti la conosciamo, ma per apprezzare maggiormente la sua grande santità, la sua intraprendenza pastorale, il suo cuore di padre attento e sensibile ai bisogni dei “suoi” figli, che lo ha condotto a realizzare opere che hanno precorso i tempi e che hanno lasciato un segno nella nostra storia di cristiani, di comunità, di famiglie, di gente che lavora.
Il Tadini fu uomo tutto di Dio e per questo tutto degli uomini, un prete per la sua gente. Condivise con i suoi parrocchiani gioie e sofferenze, attese e speranze, storia e grazia, facendosi “buon pastore” attraverso la preghiera, la penitenza, le lunghe ore davanti all’Eucarestia, la vita austera e le opere di carità, l’attenzione particolare alla famiglia e ai giovani senza lavoro. 
  Egli ascoltando la Parola di Dio, il Magistero della Chiesa, i bisogni dei suoi parrocchiani, rispose con iniziative pastorali e sociali concrete: la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la costruzione della filanda e del convitto per le giovani operaie e nel 1900, la fondazione della Congregazione delle Suore Operaie della S. Casa di Nazareth. E’ evidente che le Suore Operaie sono nate dall’amore del parroco Tadini per la sua gente nel periodo difficile della prima industrializzazione: è il Tadini “parroco” che ci aiuta a comprendere il Tadini “fondatore”.
  Il Tadini è tutto qui, ma è anche molto di più di quanto si può dire di lui, perché parlare di lui vuol dire balbettare qualcosa che resterà infinitamente più piccolo e povero della ricchezza della sua santità austera ed esigente, eppure colma di grande umanità, di amore a Dio e di attenzione al “gregge” a lui affidato. 
 Don Arcangelo all’inizio del suo mandato quale parroco di Botticino, dal pulpito, aveva affermato con forza: “Starò con voi, vivrò con voi, morirò con voi”. Questa sua promessa mantiene tutta la sua forza anche oggi, egli è ancora tra noi, tra voi suoi parrocchiani, di altra epoca ma ancora “suoi” e continua oggi, su queste strade che hanno sentito il cadenzare dei suoi passi infaticabili e visto i suoi gesti di carità, ad essere “padre” e “maestro”.
  “Mi aspetto da voi un miracolo di amore scambievole…” è una delle sue celebri frasi incisa quale stele celebrativa a conclusione della Tadinifest del 2006 e posta sulla piazza di fronte alla Parrocchia. Sono parole che indicano chiaramente come soltanto nell’amore è possibile realizzare la speranza di una vita più umana, più dignitosa, più a misura d’uomo. Sono parole con le quali, ancora oggi, il Tadini ci invita ad educare il cuore ad una coscienza critica ed illuminata, capace di impegnarsi anche in campo sociale a favore dei giovani, delle famiglie, di chi è nel bisogno. 
 Chiudo gli occhi e cerco di immaginare oggi il Parroco Tadini tra la sua gente, tra le sue Suore, tra di voi suoi parrocchiani e mi chiedo: “Cosa potrebbe suggerirci oggi il suo cuore di padre, di maestro, di innamorato di Dio e appassionato dell’uomo?”
 Penso che guardandoci negli occhi, egli saprebbe raggiungere il nostro cuore, là dove neppure noi sappiamo arrivare e richiamare anzitutto noi, le sue Suore, amorevolmente ma con forza e caparbietà, ad essere donne consacrate appassionate alla gente, fantasiose nel trovare modalità per annunciare il Vangelo; richiamare voi, i suoi parrocchiani, ad essere nella Chiesa laici maturi, responsabili, costruttori della comunità, perché questa vostra Chiesa, comunità viva, diventi sempre più una piccola porzione di quel Regno di Dio di cui lui è parte, ma che già ora è presente nella carità, nella solidarietà, nell’aiuto a chi è più bisognoso di attenzione e di accoglienza.  
 Come non sentire palpitante il cuore di questo santo Parroco che ancora oggi ci invita a costruire la nostra Chiesa edificando e unificando la parrocchia attraverso lo “spezzare il pane” della Parola e dell’Eucarestia e l’esercizio della carità?
  Durante questo ormai breve tempo che ci prepara al grande evento della canonizzazione di don Tadini, restiamogli accanto, cerchiamo di percepire i suoi suggerimenti di padre, strappiamogli un incoraggiamento e una grazia. Come ogni buon padre, egli che non ha lasciato i suoi figli senza risposte quando era in vita, ora si farà interprete dei nostri sentimenti presso Dio Padre. Le domande, le preghiere, le richieste di intercessione, che in questo tempo la vostra comunità presenta al suo Parroco Tadini, lo rendono ancora vivo e parlante nella sua amata parrocchia di Botticino. 
 Per rendere più concreta questa presenza potremmo pensare, anche in questa occasione, di far passare il nostro Santo per le strade di Botticino, accanto alle vostre case e farlo sostare nella sua Chiesa perché possa accogliere le persone che si presentano a Lui con il cuore pieno di fede, di sofferenze, di speranze… e ancora possa parlare a ciascuno.
 Qualche anno fa è stata fatta questa emozionante esperienza: se ricordate l’urna del Beato ha percorso le strade del paese ed ha sostato alcuni giorni in Parrocchia. Dal Paradiso l’Arciprete ha certamente sorriso e accarezzato ogni bimbo, ogni donna, ogni anziano, ogni ammalato, ogni uomo al lavoro. Penso che potremmo rinnovargli questo “regalo” permettendogli di incontrare ancora la sua gente e rendere ancora vere le sue parole: “Starò con voi, vivrò con voi…” la sua presenza ci raggiungerà personalmente e ci parlerà. Lasciamoci incontrare da lui per lasciarci condurre a Colui che è Padre di ogni uomo e ci aspetta con le braccia spalancate, nel Figlio che dalla Croce ci guarda e ci ama.
  Viviamo questo tempo “attesa” nella comunione, sentiamoci un’unica famiglia! Senza dubbio questo è il desiderio del nostro santo, questi sono i sentimenti che hanno animato il suo cuore quando passava tra la sua gente e ne condivideva la vita, quando arrivava alla Cappella di San Michele e parlava alle sue Suore: un unico Spirito per la molteplicità di doni, di servizi, di carismi vissuti nella stessa Chiesa, per la stessa Chiesa, per la costruzione dell’unico Regno di Dio. 
  Questo l’augurio che faccio a voi, ad ogni famiglia e alla mia Famiglia religiosa di cui don Tadini è padre e Fondatore, chiedendo per ciascuno la Sua Benedizione. Sia lui ad accompagnare i nostri passi, perché, sul suo esempio, in questi tempi insicuri e difficili non manchi mai la fiducia, la speranza, l’abbandono sicuro e sereno in Dio che si fa uomo e restandoci accanto, cammina con noi… fino alla fine dei tempi. 


               Sr Emma Arrighini
Superiora generale delle Suore Operaie SCN

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