Miracolo di vita!

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 L’evento straordinario che ha permesso di riconoscere la santità di don Tadini ci parla della bellezza della vita, dono che Dio affida all’uomo perché lo custodisca e lo faccia crescere. Ed è così che in casa Marazzi, a Buffalora, la culla che da tempo aspettava di essere abitata ha accolto prima la piccola Maria, nel 2005, poi il piccolo Giovanni, nel 2006. Mamma Elisabetta e papà Roberto, entrambi sterili, avrebbero potuto cercare di risolvere questa grave difficoltà ricorrendo alla fecondazione assistita con l’inseminazione artificiale in vitro. Hanno invece scelto di lasciare spazio all’intervento di Dio: la loro fede e l’intercessione di don Tadini hanno fatto sì che il loro desiderio si realizzasse oltre ogni aspettativa, non con una, ma addirittura con due nascite. Giovanni è arrivato l’anno successivo a quello dell’apertura del processo diocesano in vista della canonizzazione del Beato Tadini. L’inchiesta diocesana sul miracolo è stata celebrata infatti con esito positivo tra giugno e luglio 2006. I passi successivi hanno visto, nel 2007, il riconoscimento all’unanimità da parte della Consulta medica della Congregazione per le Cause dei Santi della straordinarietà dell’evento. «Risoluzione spontanea e duratura della accertata sterilità di coppia, con insorgenza inaspettata di una prima e di una seconda gravidanza, senza l’intervento di nessun trattamento terapeutico specifico atto a modificare la situazione patologica esistente»: questo il verdetto dei medici, confermato ulteriormente dai Consultori teologi nel 2008. Tra le righe di questa formulazione scientifica che conferma che Maria e Giovanni sono due “miracoli viventi”, è possibile percepire la potenza della fede, che non è roba d’altri tempi, ma è sempre in grado di oltrepassare i confini della scienza per lasciar intravedere l’”Oltre”. Significativo è poi il fatto che il miracolo riguardi la famiglia, tema che oggi gode di parecchia attenzione e che desta anche parecchia preoccupazione. Oggi come ieri don Tadini invita ad essere generosi nel donare la vita: chi lo fa mettendosi nelle mani di Dio, riceve il centuplo e collabora al disegno divino della Creazione e al benessere della collettività: «Una mano al petto, dunque, genitori, voi avete in mano la società, il cielo e la terra, la natura e la grazia, la religione e la società, gli uomini e Dio aspettano silenziosi l'opera vostra».  
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