Uno di noi... Santo!

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Dieci anni fa, il musical allestito in occasione della sua beatificazione, lo chiamava “uno di noi”. Dal 6 dicembre 2008, don Tadini è uno di noi con una marcia in più: la Chiesa lo ha infatti riconosciuto santo e il Papa Benedetto XVI lo eleverà all’onore degli altari il prossimo 26 aprile, durante una solenne cerimonia che si terrà in piazza San Pietro a Roma. 

Gli anni vissuti a Botticino sono certamente i più fecondi della vita di don Tadini. Egli ama i suoi parrocchiani come figli e non si risparmia in nulla. 

I parrocchiani di Botticino intuiscono la santità del loro parroco e imparano a conoscere e scoprire, sotto la sua riservatezza e austerità, il cuore di un padre attento e sensibile alla loro vita di stenti e di duro lavoro. Alle sue doti naturali egli unisce una grande capacità di entrare nella vita e nella quotidianità della gente e di lui si parla molto come di un prete santo, un uomo eccezionale... e, nel tempo, si dirà di lui “E’ uno di noi” !

Uno di noi quando, molto presto, percorre le vie del paese e il suo passo risuona come sveglia per chi si prepara ad iniziare una giornata di lavoro. Tutti sanno che quel sacerdote, innamorato di Dio e dell’uomo, porta nella preghiera la vita e le fatiche della sua gente.

Uno di noi quando raccoglie le lacrime delle mamme preoccupate per la precarietà del lavoro dei figli, quando sognava, progettava e costruisce la filanda per le ragazze del paese, perché possano riscoprire la loro dignità di donne.

Uno di noi quando inventa la famiglia delle Suore Operaie, donne consacrate che, nei luoghi di lavoro, siano testimoni di un Amore grande nella semplice quotidianità della vita.

Uno di noi perché ancora oggi ci sorride, ci accompagna nella nostra quotidianità e con le sue parole ci invita a seguire le sue orme: “La santità che guida ai cielo è nelle nostre mani. Se vogliamo possederla, una cosa sola dobbiamo fare: amare Dio”.

Con la canonizzazione il Papa Benedetto XVI lo offre ”come esempio ai sacerdoti, lo indica come intercessore alle famiglie, lo dona come protettore ai lavoratori.”
Con la sua esistenza, don Arcangelo ci insegna a metterci sulle orme del Maestro che ha dato la vita per ogni uomo ed ogni donna. Quando la Chiesa riconosce e proclama la santità di un suo membro, lo fa per ricordare a tutti che il santo non è un mito d’altri tempi, ma è un compagno di viaggio che ha camminato sulle nostre stesse strade della quotidianità, tenendo fisso lo sguardo al Cielo. 
Così anche don Tadini, «uno di noi» che da oggi possiamo chiamare “santo”, ci dice: «Coraggio: un’occhiata al Cielo e poi… Avanti!».  
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